Salvare il Patrimonio Culturale
giovedì 30 giugno 2022
martedì 5 giugno 2018
sabato 15 ottobre 2016
Due inediti atti dotali del 700 all'Archivio di Stato di Messina
Due
atti dotali milazzesi della fine del secolo XVIII
Ben celato tra gli atti
notarili di un omonimo notaio messinese, esiste all’Archivio di Stato di
Messina, un volumetto redatto alla fine del ‘700 dal notaio milazzese Antonio
Giardina. Unico superstite , scampato alla distruzione delle preziose fonti
notarili milazzesi dei secoli XVII e XVIII che avrebbero potuto dare un
decisivo contributo alla cultura mamertina, esso contiene, tra atti di vario
genere, due elenchi dotali che rivestono un certo interesse, in quanto possono
integrare le informazioni forniteci dal Piaggia sui costumi settecenteschi
milazzesi, nella sua fondamentale opera “Nuovi studi sulle memorie della città
di Milazzo e nuovi principi di scienza e pratica utilità…”(Palermo,1866). Si
tratta di due brevi elenchi dei beni di due donne appartenenti al ceto benestante
- il “secondario ceto” per il Piaggia-, l’una, Flavia Oliva, che nel 1789 va in
sposa a un Antonio De Maio, l’altra, Caterina Greco che nel 1790 convola in
seconde nozze con il nobile Santo Ryolo.
In particolare gli indumenti in essi elencati
hanno interessanti analogie con quelli attribuiti dal Piaggia al ceto popolare,
specie per quanto attiene alle gonne,le camicie, i grembiuli, i giubetti e le
mantelline. Perfino materiali e colori sono a volte uguali, come nel caso delle gonne in
verde e azzurro di seta stracciata(calamo), o delle mantelline in lana; altre
volte differiscono,come si nota nel caso
di un tessuto fiorito , in seta o in oro e argento, identificabile col costoso
broccato, in uso a questa data per le mantelline e i giubetti, i quali ultimi nel
costume popolare sono rigidamente in velluto(i gippuni) .
Parimenti nel campo dei gioielli, pare non vi
sia una differenza così marcata tra le classi, se la collana di granati
posseduta da Flavia Oliva è,assieme a quella in corallo, il gioiello tipico dalle
contadine milazzesi.
Nei due elenchi dotali dunque
sono enumerati materassi di lana e di paglia, cuscini di lana
e lenzuola di tela, copriletti di
seta e di tela con guarnizione, coperte di seta, e poi faldette (gonne) di seta
verde, differenziata in” molla”(taffetas) e
“calamo”(seta stracciata) , di cotone azzurro, ma anche in “pezza”
(tela) di Milazzo. E ancora gipponi (giubetti) di messa e di seta fiorita, mantelline di seta fiorita e di
saietta(lanina), todeschine (mantelle col cappuccio) di messa e di calamo color
acquamarina, fodali (grembiuli )d’Olanda e di Cambrais , camicie d’Olanda e di
tela mascolina o femminine . Spicca,unico indumento maschile, una balduina
(coprigiacca) di pelo castano appartenente al giovane figlio di Caterina
Grillo.
Per quanto riguarda i
gioielli,vi sono fiannacche(collane), di cui una con granatini e coni d’oro,
circelli (orecchini) e anelli d’oro , di cui uno con rubini, pendenti d’oro con
perle e fibbie d’argento, e infine non manca una corona di granatini con croce
d’argento e cocci d’oro, appartenente a Caterina Grillo.
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Archivio
di Stato di Messina, notar Antonio Giardina, vol.1081 ,anni 1788-91.
Elenco
dei beni di Flavia Oliva per le nozze con Antonio De Majo, ff.78-79.
20 settembre 1789
In primis due matarassi uno piano di lana e l’altro
piano di paglia
Item un paio di coscini con suoi
giangali di lana piani
Item tre lenzoli di tela cioe due napolini ed altro
lesciandrino novi
Item dui (turnia)letto cioè uno rosso di calamo e
filato e l’altro bianco di tela con sua guarnazione
Item due cultre cioè una incarnata di calamo e l’altra
di piedi bianca…
Item tre faldette cioè una di seta a’ molla verde
nuova,l’altra di calamo verde nuova e laltra di coton acquamarino usato.
Item tre gipponi uno di messa nuovo l’altro di seta
fiorita e l’altro come si ritrova.
Item tre fodali uno di landa nuovo l’altro di cambrè
nuovo e l’altro come si trova
Item due mantelline cioè una di seta fiorita e laltra
di saietta bianca usata.
Item tre camise femminine una d’olanda l’altre due di
tela mascolina
Item due tovaglie cioè una di faccia e
l’altra di tavola novi
Item due saviette nove
Item tre moccatore femminine nuovi
Item un zitiero ? nuovo di cattivella
Item un paio d’investi di coscini co.. inversi e coscinelli nuovi
Item due fiannacche una scava e l’altra di granatini
con suoi coni d’oro
Item un pajo di circelli d’oro
Item due anelli d’oro cioè uno di prezzo e valore di
onza una e tarì dui di danari et l’altro di prezzo e valore di onza una e tarì
due di denari
Elenco dei beni di Caterina
Grillo vedova di Francesco Grillo per le nozze con Santo Ryolo figlio del fu
marchese Joseph Ryolo, ff.80-81
25 luglio 1790
Item tre matarazzi uno piano di lana l’altri due di
paglia con un paio di coscini pieni di lana…linzola di tela
Item una faldetta di seta matta di color
verde
Item due todeschine una di messa incarnata l’altra di
calamo aquamarino
Item un gippone di seta fiorito nuovo
Item una mantellina di drappo fiorito d’oro e
d’argento
Item una mantellina di saietta nova
Item tre camise famanine usate…una di landa nova con
sua guarnazione
Item due fodali uno di cambre e l’altro di landa
Item altra faldetta in pezza di Melazii nova
Item una corona di granatini incatarinata d’argento e
sua miraglia perfilata d’argento con sua croce d’argento e con cocci d’oro
Item un anello d’oro con pietre robini
Item un paio di pendenti d’oro con suoi perle pendenti
di onze quattro e tarì nove di denari
Item un paio di fibie d’argento e un paio di circelli
d’oro
Item tutti quegli stigli di casa e cocina consistenti
in sedie otto di giumara una boffetta una gradiglia di ferro,una padella di
rame e due cascie piccoli di palmi quattro cadauna ed una cascia grande di
palmi sei
Item una balduina di pelo castagno… per uso proprio di
Giuseppe Grillo d’anni sedeci figlio legittimo e naturale di detta sposa.
sabato 4 giugno 2016
ALCUNI INEDITI SULLA REGIA CHIESA DI S.BARBARA AL CASTELLO
Del culto di S.Barbara, praticato entro la cittadella milazzese, ci riferisce il Perdichizzi (Melazo Sacro), secondo il quale nella chiesa di S. Maria della Vittoria, voluta per voto dal conte Ruggero, c'era un altare dedicato a Santa Barbara. Il Piaggia (Memorie della città di Milazzo) ci informa poi che ai suoi tempi esisteva “una chiesuola di s. Barbara dentro la fortezza saracena, ma la sua costruzione non ci dà il minor segno d’antico” .
I nuovi documenti rinvenuti attestano che la misteriosa chiesa di regio patronato, dedicata alla santa, protettrice degli eserciti e delle artiglierie, che si trovava plausibilmente dentro la Torre Mastra, ove se ne vedono ancora le tracce, fosse aperta al culto almeno fino al secolo XVIII . Infatti la “chiesa del castello” ricorre stabilmente nella carte d’archivio dal 1742, quando il rev. cappellano del castello don Vincenzo Lombardo invia una richiesta di sacre utensili al regio Segreto, al 1753, quando il Capitano del regio castello fa istanza “per il riparo del dammuso sopra l’altar maggiore… disfatto per le continue piogge” , al 1755, data in cui il cappellano della chiesa d.Antonino Impallomeni effettua una richiesta di arredi di “tela fina” – presumibilmente camici o tovaglie d’altare- e di acconci di suppellettile d’argento –due calici e due patene- ,per la celebrazione di messe, cui dovevano partecipare presumibilmente le guarnigioni di stanza al castello.
REGESTO DOCUMENTARIO
Archivio di Stato di Palermo- Tribunale Real Patrimonio
Anni 1742-43
"Havendo il Rev.Cappellano del Castello di codesta Città Don Vincenzo Lombardo replicato l’istanza li 6 ott corr.e sulla necessità tiene quella chiesa de sacri utensili la abbiamo rimessa…dobbiate trasmetterci relazione di tutte le sacre utensili che necessitano nella Ven.Chiesa del Castello…ed assieme la spesa bisognerà per l’erogazione
Datum Panormi 26 ottobre 1742 El Principe Corsini Al Spett.Segreto e Proconservatore di Milazzo"
Anni 1742-43
"Dal Sp.Segreto della Città di Milazzo con sua di 13 nov. è stata rimessa a questo Tribunale la relazione di tutte le sacre utensili necessitano nella Ven.Chiesa di S.Barbara existente in quel Regio Castello e però abbiamo stimato compiegare a voi la cennata relazione…e ordinare dover disporre lo conveniente facendo fare le sud.utensili con la magior economia e risparmio in beneficio della Real Corte dandone il partito al minor offerente…
Datum Panormi 30 nov. 1742 El Principe Corsini Allo Spett.Paolo Bertuccio Ministro della Real Azienda in Messina"
Anni 1753-54
Istanza del Capitano del Regio Castello “pel riparo del Dammuso sopra l’altar maggiore della Ven. chiesa di S.Barbara dentro il med.castello disfatto per le continue piogge poiché continuando verrebbe affatto a precipitarsi…in magior danno alla Real Corte. Perciò mandaste subito cod.capomastro ad osservare la spesa vi bisognava, ed egli vi riferì che per altri acconci e vetriate rotte d’essa chiesa vi necessita la somma di o.2 e tarì 12 circa altrimenti cadrà il damuso e non basteranno o.20…” Ordine positivo del vicerè " Datum Panormi 4 nov.1753 Joseph Miano allo spett.Segreto di Milazzo"
Anni 1755-56
Supplica del Rev.don Antonio Impallomeni "cappellano della chiesa exixtente nel regio castello... per alcuni utensili di biancheria pei quali abbisognano in tutto canne quattro di tela fina, e gli acconci dei sacri arredi d’argento con l’indoratura di due calici e due patene necessarie per la celebrazione delle messe a qual uopo abbisogna a tenor della relazione del Perito la somma di o.3”. Ordine positivo del marchese Fogliani “Datum Panormi 8 agosto 1755”.
domenica 20 marzo 2016
UN INEDITO SUL PALAZZO DEL GOVERNATORE (1675)
Il documento - una supplica di donna Leonora Baeli alla corte viceregia di Palermo di essere risarcita dell'affitto del suo palazzo, potrebbe fare luce sul periodo storico e sulle motivazioni per cui il seicentesco Palazzo nobiliare, di proprietà della famiglia Baeli, divenne palazzo pubblico e quartier generale delle autorità politico-militari dimoranti nella Piazzaforte di Milazzo. Tale trasformazione d'uso pare sia avvenuta durante la guerra antispagnola di Messina (1674-1677), allorquando le autorità messinesi ripararono proprio a Milazzo e si insediarono nel palazzo dei Baeli, che venne quasi espropriato forzatamente, certo per la sua posizione strategica di collegamento tra la Città Murata e la Città Bassa, e la ottima visibilità del mare antistante che si doveva godere all'epoca.
Il secondo documento, che si presenta riassunto, testimonia pure l'espropriazione del cavallo baio di proprietà di don Onofrio Baeli, secreto di Milazzo, nello stesso contesto storico(1675). I due documenti testimoniano altresì che le istanze da inoltrare alla Regia Corte, solitamente compilate in Palermo o in Messina, vengono in questo periodo redatte straordinariamente a Milazzo, come si evince dal locativo "Milarum" in calce ad entrambi.
Archivio di
Stato di Palermo, T.R.P. Memoriali (1674-75)
v.1765,f.150
Donna
Leonora Baeli ed Alarcon vedova del fu Francesco Baeli dice a V.E. che a
richiesta delli iurati di questa Fidelissima città di Milazzo e per eseguire
colla dovuta prontezza gli ordini di V.E. fu costretta uscirsene dal Suo
Palazzo insieme con tutti i suoi parenti e famiglia a … lasciare per abitazione
del mastro di Campo Generale e straticò di Messina, avendo in detta casa seu
Palazzo lasciatovi molte tovarche lettere quatri cascie seggie ed altri mobili per servitio di
detto mastro di campo e straticò. E perché ecc.Signore è cosa giusta e
conveniente che essa supplicante venga colla dovuta puntualità sodisfatta del
locro di detto Palazzo come sopra adornato e provisto della riferita commodità
tanto più che s’è convenuto ridursi in altra casa ove patisce non ordinari
incommodi: supplica perciò umilmente V.E. resti servita dar gli ordini
convenienti ed opportuni affinchè essa resti sodisfatta del locro di detto
palazzo siche oltre esser di giusto lo riceverà dalla benigna mano di S.E. E
così la suplica ut alterius
Milarum…1675
v.1764,
f.129v.
(regesto)
Don Onofrio
Baeli Secreto di questa Fid.ma Città di Milazzo dice che consegnò un cavallo di
pelo baio con sella di velluto e freno all’Ill.Don Diego Baiamonte Cap.Generale
della Cavalleria di questo esercito, quindi supplica che si dovesse “consegnare
o pagare” per una somma di once 25
Milarum
die 7 Januari 1675
martedì 4 novembre 2014
sabato 1 novembre 2014
PITTORE NOVELLESCO - I SS.Pietro e Paolo (sec.XVII)
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